Newwave Media srl

Proposta per la nuova tranvia

  • CategoryUrban planning
  • ClientCoordinamento Comitati ed Associazioni Commercianti di Favaro Veneto
  • ActivitiesProposta progetto architettonico
  • Year2007
  • LocationMestre - Venezia, Italia

La proposta progettuale nasce da una riflessione sul progetto in corso di realizzazione da parte dell’Amministrazione Comunale del nuovo percorso tranviario posto all’interno dell’area di Favaro Veneto. Proprio la cittadinanza nella veste del “Coordinamento Comitati ed Associazioni Commercianti di Favaro Veneto” ha guidato la nostra ricerca progettuale indirizzandola verso la definizione degli elementi di arredo delle aree di sosta e delle altre strutture necessarie al funzionamento della linea di trasporto. La proposta prende in esame solo il primo tratto del percorso: da via Monte Cielo all’incrocio con via Martiri della Libertà.
Il primo passo è stato quello di individuare le seguenti finalità:
– razionalizzare l’impatto delle strutture verticali a sostegno della rete di alimentazione elettrica e l’illuminazione pubblica;
– progettare gli elementi di arredo urbano in modo da creare una forte riconoscibilità dei sistemi;
– creare occasione di vivibilità del sistema, oltre che inserire elementi che generino un ideale percorso urbano qualificato.
Si è spostata poi l’attenzione nel definire l’architettura del capolinea (Capolinea Favaro) con una grande pensilina in acciaio e vetro, costituita da due sezioni ad “L” rovesciata leggermente indietro in modo da offrire una maggiore apertura verso la strada. La coppia di sedute finite con doghe di legno sono sostenute da una serie di montanti piatti fissati alla struttura portante. Lo stesso principio è stato utilizzato per l’ancoraggio del cestino e della segnaletica.
Altro elemento di studio è stata la struttura verticale deputata al supporto della rete di alimentazione elettrica e dell’illuminazione pubblica. Seguendo sempre lo stesso principio compositivo tali pali si compongono mediante l’accostamento di due piatti in acciaio sagomato, distanziati tra loro e raccordati alla sommità da un’ala la quale funge da ancoraggio per una coppia di cavi necessari a reggere un terminale luminoso. I corpi illuminanti sono stati invece, pensati come degli ellissoidi luminosi che proiettano luce verso il basso; una sorta di “globo” luminoso sospeso sopra la carreggiata. L’uso della luce come effetto scenografico è stato introdotto anche lungo il bordo del marciapiede delle fermate con l’inserimento di faretti segnapasso incassati nella pavimentazione ed alimentati con un sistema di produzione elettrica fotovoltaica.

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